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Spettacoli

FLEXUS-IN-TEATRO

FLEXUS LIVE

Il nuovo live dei Flexus presenta molte novità tratte dal loro nuovo album "Le orchestre non suonano più", anticipato sulle emittenti radiofoniche dai singoli “Tu dov’eri”, “Dieci piccoli accorgimenti", “E allora tu” ed “È tutta colpa dell' amore”  e dai rispettivi videoclip.

Storie piccole e grandi, romantiche, ironiche e divertenti, che parlano di tradizione e sanno toccare anche temi sociali. Un mondo musicale dal taglio spesso cinematografico, a tratti felliniano, che sa tingersi di sfumature rock, pop, folk ed acustiche, mantenendo un forte legame con la miglior tradizione d’autore.

Il live è sicuramente la dimensione preferita dai Flexus in cui, grazie alla partecipazione del pubblico, sanno dare il meglio. Il loro sound, genuino ma al contempo ricercato, temprato da centinaia di concerti in Italia ed all’estero, si fonda sulla personalità vocale di Gianluca Magnani e sul suo originale uso di chitarre acustiche elettrificate, che si sposano a piano e sax di Davide Vicari ed al basso di Daniele Brignone, col suo personale stile a tratti ritmico ed a tratti melodico, il tutto sorretto dalla solida batteria colorata di percussioni di Enrico Sartori.

La versatilità, altro marchio di fabbrica dei Flexus, permette loro di spaziare da sonorità acustiche delicate ed emozionanti a sonorità etniche fino a picchi elettrici di matrice Rock.

Il concerto è arricchito da visual che ne amplificano l’impatto emotivo. Le fotografie originali proiettate sono del reporter Luigi Ottani.

GIRO D'ITALIA

Nel concerto Giro d'Italia i Flexus raccontano il Belpaese attraverso i suoi luoghi più caratteristici e alcuni dei personaggi più epici. Storie di piccoli grandi eroi italiani : da Girardengo a Bartali, da Nuvolari fino al ladro che rubò la Monna Lisa. I Flexus, da sempre in equilibrio tra i loro brani originali ed alcune pagine della migliore musica d’autore italiana, reinterpretano Conte, De André, Graziani, Dalla, Gaber e molti altri con stile personalità, arrangiamenti curati ed originali.

L’Italia è la grande protagonista di questo concerto attraverso le sue bellezze e contraddizioni: le spiagge e le città, gli eroi dello sport d'altri tempi, il lavoro precario di oggi e quello antico delle mondine in risaia, i migranti italiani di inizio secolo e quelli dei nostri giorni, in un viaggio in musica che attraversa un pezzo della nostra storia.

Il concerto è arricchito dall’utilizzo di alcuni visual che creano un grande impatto emotivo, attraverso filmati d’epoca e fotografie originali.

FLEXUS CANTANO DE ANDRÈ

I Flexus cantano De André è lo spettacolo in cui la band emiliana dichiara la propria passione per il grande cantautore genovese.

Dagli esordi degli anni '60 (La città vecchia, Via del Campo, La Canzone di Marinella, Bocca di Rosa, Amore che vieni amore che vai) ai prolifici anni '70 ed '80 (Un giudice, Il pescatore, Fiume Sand Creek, Quello che non ho) fino alla piena maturità degli anni '90 (Don Raffaè, Dolcenera, Ottocento, Princesa) i Flexus lo omaggiano con un concerto antologico che ripercorre le tappe più importanti della sua carriera.

A tratti scrupoloso, a tratti infedele, giocato su arrangiamenti originali raffinati con sfumature rock, blues e contaminazione etniche, in 100 minuti lo spettacolo attraversa sia i momenti più i popolari, ironici e coinvolgenti che quelli delicati e toccanti del repertorio di Faber.

Frutto di tanti anni di concerti, dischi, progetti e collaborazioni (prima fra tutte quella con Il Coro delle Mondine di Novi) il concerto evita la mera imitazione e si plasma allo stile personale fresco e ricercato della band.

LA BUONA NOVELLA:
Il Vangelo secondo De Andrè

I Flexus scelgono di attraversare l'opera più intensa di Faber attraverso un'interpretazione originale ma rispettosa, che privilegia le sonorità acustiche e si presta ad un contesto sacro come quello di una chiesa con Gianluca Magnani: voce e chitarre, Daniele Brignone: basso, Enrico Sartori: percussioni, Davide Vicari: sax soprano e tastiere.

Che cosa si nasconde dietro la genesi poetica di un disco, pietra miliare della cultura musicale del Novecento? Da cosa nasce quello sguardo poetico sugli "scartati del mondo" in cui risuonò il vangelo laico di De André?

Il pianeta Faber, pur così frequentato, è ancora suscettibile di scoperte e merita di essere continuamente rivisitato. Ogni sua raccolta discografica, infatti, è a tal punto ricca di riferimenti letterari e musicali da rendere il suo repertorio un'«opera aperta», come la definì Umberto Eco, che ancora oggi non smette di affascinare le giovani generazioni ed è tuttora capace di interrogare le coscienze.

SALVIAMO 'STO PAESE – Omaggio a Giorgio Gaber

"Il conformista" è il titolo di questo concerto attraverso il quale i Flexus rendono omaggio a Giorgio Gaber. E' un titolo ironico, quasi paradossale per raccontare  un personaggio che conformista in realtà non è stato mai e che in più quarant’anni di carriera e in trenta di teatro-canzone ha sempre espresso le proprie idee in modo coerente, sincero, difendendo coraggiosamente il proprio pensiero dai compromessi a cui tanti altri artisti hanno inevitabilmente ceduto.
Le canzoni proposte all’interno del concerto sono state rilette interamente, attraverso un sostanziale riarrangiamento della componente musicale, spaziando fra sonorità acustiche, tango, rock e folk in un costante intreccio fra musica e testi.
Il viaggio inizia da brani che appartengono alla primissima fase creativa ("Ciao ti dirò", "Non arrossire", "Barbera e Champagne", "Torpedo blu") e prosegue fino ad arrivare ad alcune perle rubate all’ultimo disco ("Non insegnate ai bambini", "Io non mi sento italiano"), attraversando trent’anni di teatro-canzone ("Un’idea", "Il corpo stupido", "Salviamo sto paese". "Le elezioni", "La Libertà"..).
Il primo aprile 2010 esce il disco "Flexus – Il conformista, Omaggio a Giorgio Gaber" prodotto da Caotica Musique (MO) e Belteatro (PD). L’album è inciso in studio ed è il sunto di sei anni di esibizioni dal vivo. Molti musicisti partecipano alle incisioni del disco che viene subito programmato da diverse emittenti radiofoniche che dedicano puntate speciali all’evento. "Radiouno" propone l’album in più occasioni.
"Questo disco ha il dono dell’onestà e dell’originalità, mi pare uno degli omaggi più ispirati e garbati. Lo conferma "L’elastico": la perla del disco."
(Andrea Scanzi – La Stampa 23/06/10)

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